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La chiusura di ieri ha visto gli indici azionari chiudere in rialzo. L'S&P 500 è salito dello 0,64%, mentre il Nasdaq 100 ha guadagnato lo 0,69%. Il Dow Jones Industrial Average è salito dell'1,23%.
Il mercato azionario ha proseguito il suo rally record, con gli investitori che si sono orientati verso i titoli regionali, attratti da valutazioni più alte e prospettive di crescita più solide. L'indice asiatico è salito dell'1,3% toccando un nuovo massimo storico, mentre l'indice delle società tech cinesi quotate a Hong Kong ha raggiunto il livello più alto da novembre. Anche l'indice dei mercati emergenti e l'indice MSCI All Country World hanno toccato valori record.
I futures sugli indici azionari statunitensi ed europei sono saliti, indicando un ulteriore potenziale di rialzo. I rendimenti dei titoli del Tesoro hanno parzialmente annullato il rally, salendo di quasi due punti base fino al 4,18%. I rendimenti sono scesi lunedì dopo che un rapporto ha mostrato che l'attività manifatturiera statunitense ha subito la contrazione maggiore a dicembre dal 2024, rafforzando le argomentazioni a favore di un ulteriore allentamento da parte della Federal Reserve. I metalli preziosi hanno continuato a salire.
Gli investitori hanno continuato ad aumentare le posizioni di acquisto, in larga parte ignorando la tensione in Venezuela, e sostenendo così il trend rialzista triennale alimentato dalla domanda per azioni tecnologiche e società legate all'intelligenza artificiale. Il recupero dei titoli è stato altresì sostenuto dai tagli dei tassi della Fed e dall'ottimismo sugli utili delle aziende che utilizzano l'intelligenza artificiale come strumento per rafforzare il sentiment degli investitori.
Tuttavia, dietro questo quadro ottimistico si celano rischi potenziali. L'eccessiva concentrazione sul settore tecnologico e sulle società legate all'IA potrebbe sfociare in una bolla simile a quella vista lo scorso ottobre. I rischi geopolitici, in particolare la situazione in Venezuela e il suo potenziale impatto sui prezzi globali del petrolio, rimangono rilevanti e potrebbero improvvisamente avere un impatto sui mercati.
Come segnalato sopra, i metalli preziosi sono tornati a salire: oro +0,3%, scambiato sopra i 4.460$ per oncia, e argento +3,2%. Il petrolio ha invece registrato un lieve calo dopo il più forte rialzo settimanale.
Ora, i dati economici chiave degli Stati Uniti determineranno l'andamento della prossima settimana. Oltre al rapporto sull'occupazione di dicembre, il Bureau of Labor Statistics pubblicherà mercoledì i dati sulle offerte di lavoro, sui licenziamenti e sulle sospensioni. Più avanti nella settimana sono attesi i dati sulla edilizia abitativa e l'indice preliminare dell'Università del Michigan sul sentiment dei consumatori per gennaio.
Per quanto riguarda il quadro tecnico dell'S&P 500, l'obiettivo principale degli acquirenti oggi sarà quello di rompere la resistenza più vicina a 6.914$. Questo favorirebbe la continuazione del rialzo e aprirebbe la strada verso 6.930$. Se il prezzo scenderà a causa del calo della domanda e della propensione al rischio, gli acquirenti sono destinati a rafforzarsi intorno a 6.896$: una sua rottura spingerebbe rapidamente lo strumento verso 6.883$ e aprirebbe la via a 6.871$.
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