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I report più importanti, che potrebbero influenzare direttamente l'andamento della sterlina, saranno pubblicati giovedì 15 gennaio. Si tratta dei dati sul PIL di novembre, della stima di crescita economica del NIESR per dicembre, nonché dei rapporti sulla produzione industriale e sulla bilancia commerciale di novembre.
Non si prevedono particolari sorprese: gli indici PMI hanno continuato a crescere per il settimo mese consecutivo, e a dicembre il ritmo di espansione si è leggermente rallentato, pur mantenendosi in territorio positivo. Tra gli aspetti positivi, va segnalata la ripresa degli ordini nel settore dei servizi, che conferisce maggiore stabilità all'economia. Tuttavia, per il quindicesimo mese consecutivo si registra una contrazione del numero di lavoratori, un dato che contrasta con l'aumento complessivo dell'attività nel settore. Un'altra tendenza da tenere in considerazione è la crescente pressione sui salari medi, che a lungo termine potrebbe contribuire a ridurre le aspettative di inflazione elevata, mentre l'impennata dei costi registrata in dicembre potrebbe invece alimentare ulteriormente l'inflazione.
Queste discrepanze non consentono ancora di avere un quadro chiaro sull'effettivo stato di salute dell'economia del Regno Unito. Se l'inflazione continuerà a scendere e la Banca d'Inghilterra procederà a una graduale riduzione dei tassi d'interesse, è probabile che il rendimento dei titoli di Stato britannici diminuisca nel corso dell'anno. Questo scenario, attualmente considerato base, a prima vista, riduce la possibilità che la sterlina sviluppi un trend rialzista strutturale e duraturo.
Esiste però anche una minaccia esterna. A inizio febbraio, Trump annuncerà il nome del successore di Powell alla guida della Fed, che con molta probabilità sarà una figura favorevole a una politica monetaria più espansiva (vale a dire, a un rapido taglio dei tassi). Uno scenario simile è del tutto plausibile e potrebbe portare a un aumento dei rendimenti dei Treasury, almeno a causa della maggiore richiesta di premio di rischio. La liquidità ne risentirebbe e la volatilità aumenterebbe. Questa tendenza si estenderà ad altri mercati, incluso il Regno Unito, ed è improbabile che la sterlina eviti un indebolimento, soprattutto se la Banca d'Inghilterra inizierà a considerare la ripresa del suo programma di acquisto di asset per sostenere la liquidità.
Naturalmente, al momento questo scenario appare ipotetico, ma è difficile prevedere come finirà l'indagine avviata contro Powell. Il segretario al Tesoro USA, Scott Bessent, ha avvisato Trump che l'indagine potrebbe avere conseguenze negative sulla fiducia degli investitori e sull'economia in generale. Al momento, si presume che la pressione sulla Fed stia indebolendo il dollaro e stia sostenendo la sterlina nel breve periodo. Tuttavia, è quasi certo che si verificheranno nuovi shock con conseguenze imprevedibili. L'aggressiva politica del presidente USA potrebbe infine rivelarsi controproducente, accelerando il processo di dedollarizzazione e mettendo a rischio l'intero sistema valutario globale.
La posizione netta corta sulla sterlina si è leggermente ridotta nell'ultima settimana arrivando a -2,6 miliardi di dollari. Nonostante il Regno Unito abbia ottenuto condizioni commerciali dagli USA significativamente più favorevoli rispetto alla zona euro, gli investitori speculativi continuano a mantenere posizioni corte sulla sterlina, a differenza dell'euro. Il fair value ha perso slancio rialzista, ma resta ancora sopra la media di lungo periodo.
Una settimana prima, ci aspettavamo che la sterlina cercasse di consolidare i suoi guadagni e testare la resistenza di 1,3620/40. Questo non si è ancora verificato, mentre la fase correttiva si è leggermente prolungata. Tuttavia, il target a 1,3620/40 rimane rilevante, e la probabilità di un ritorno al rialzo risulta più alta rispetto a quella di un calo correttivo che si trasforma in un vero e proprio trend ribassista. Il rafforzamento del dollaro questa settimana è stato di natura più politica che economica e la sterlina ha ancora tutte le possibilità di riprendere la sua ascesa.
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