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Gli indici azionari hanno chiuso ieri in modo contrastato. L'S&P 500 è sceso dello 0,51%, il Nasdaq 100 è crollato dell'1,51%, mentre il Dow Jones Industrial è salito dello 0,53%.
Il crollo dei titoli tecnologici si è rapidamente esteso all'Asia: le crescenti preoccupazioni per valutazioni gonfiate e massicci investimenti nell'intelligenza artificiale hanno spinto gli investitori a ridurre le posizioni.
Molti collegano quanto avvenuto a una correzione globale innescata dal surriscaldamento del settore tecnologico e da un maggiore controllo normativo sulle aziende legate all'IA. Gli investitori temono che le società non possano giustificare le altissime attese sull'IA: nonostante gli ingenti investimenti, i risultati tangibili e la redditività di molti progetti rimangono incerti, inducendo una riallocazione verso asset più conservativi.
L'indice MSCI delle azioni tecnologiche asiatiche è sceso per la quinta volta in sei sessioni di trading giovedì; tra gli outsider figurano Samsung Electronics e SoftBank Group. L'indice sudcoreano Kospi, un benchmark per gli investimenti in intelligenza artificiale, ha guidato il calo con un -3,5%. Il sentimento degli investitori si è ulteriormente deteriorato dopo il ribasso dei titoli Alphabet, Qualcomm e Arm Holdings nelle contrattazioni OTC, in seguito a risultati finanziari deludenti. Anche i futures sugli indici azionari statunitensi sono scesi.
Al di fuori del settore tecnologico, l'attenzione si è concentrata sui metalli preziosi: l'argento ha perso il 17% e l'oro il 3,5%, a testimonianza dell'alta volatilità che segue il precedente crollo storico del mercato. In un contesto di debole propensione al rischio, Bitcoin ha continuato a scendere, avvicinandosi brevemente alla soglia dei 70.000$.
Sebbene le vendite guidate dall'intelligenza artificiale si siano già verificate in passato, nulla è paragonabile al crollo che ha travolto i mercati azionari e del credito questa settimana. Poiché l'economia USA mostra ancora segnali di resilienza, gli investitori stanno riallocando i capitali su altri settori, spiegando il divario tra il NASDAQ, in calo dell'1,5%, e il Dow Jones, in rialzo dello 0,51%.
Di conseguenza, centinaia di miliardi di dollari sono andati persi in azioni, obbligazioni e titoli di credito della Silicon Valley in soli due giorni. Al centro della tempesta ci sono i titoli delle società software: il valore delle azioni monitorate dagli ETF iShares è diminuito di quasi 1.000 miliardi di dollari negli ultimi sette giorni.
Per quanto riguarda il quadro tecnico dell'S&P 500, oggi l'obiettivo principale per gli acquirenti sarà superare la resistenza più vicina a 6.896$. Questo consentirebbe di sostenere la dinamica rialzista e aprirebbe la strada verso un nuovo livello di 6.914$. È altrettanto prioritario mantenere il controllo sopra 6.930$ per consolidare la pressione rialzista. Se il prezzo dovesse scendere a causa del calo della propensione al rischio, gli acquirenti dovranno intervenire a 6.883$: un'eventuale rottura spingerebbe rapidamente l'indice verso 6.871$ e aprirebbe la strada a ulteriori ribassi verso l'area di 6.854$.
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