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Gli indici azionari hanno chiuso ieri in ribasso. L'S&P 500 ha perso l'1,23%, mentre il Nasdaq 100 è crollato dell'1,59%. Il Dow Jones Industrial Average è sceso dell'1,20%.
I mercati azionari globali hanno continuato a scendere, con il calo di tre giorni dei titoli tecnologici statunitensi che ha frenato la propensione al rischio. Argento e Bitcoin si sono ripresi in un contesto di volatilità.
I futures sugli indici azionari USA ed europei sono scesi in seguito al calo di Wall Street di giovedì, con l'indice Nasdaq 100 che ha subito il peggior calo in tre giorni dal crollo di aprile. Da quando i funzionari della Federal Reserve hanno segnalato la loro riluttanza a tagliare i tassi di interesse la scorsa settimana, l'indice ha perso oltre 1 trilione di dollari di capitalizzazione. Una cifra enorme che mostra quanto il settore tecnologico sia sensibile alle variazioni della politica monetaria. Le attese di rapidi tagli dei tassi, che avevano alimentato il rialzo, si sono rivelate infondate, provocando deflussi massicci dai titoli.
Venerdì mattina i futures sul Nasdaq 100 hanno continuato a segnare performance negative, scendendo dello 0,7%. Un quadro simile si osserva anche per i futures sull'S&P 500, che hanno perso lo 0,4%. Questi dati indicano che gli investitori restano pessimisti e non ci sono segnali evidenti di una rapida inversione di tendenza. L'assenza di indicazioni chiare da parte della Fed sulle mosse future sui tassi crea un clima di incertezza che pesa negativamente sui mercati azionari, in particolare su quelli più sensibili al costo del denaro.
Sebbene i mercati asiatici si siano in parte stabilizzati dopo le perdite iniziali di venerdì, gli investitori continuano a guardare con cautela al settore tecnologico: le azioni di Amazon.com Inc. sono crollate dell'11% nelle contrattazioni fuori borsa. L'azienda ha annunciato piani per investire 200 miliardi di dollari in intelligenza artificiale quest'anno, alimentando i timori che questa gigantesca scommessa sull'IA possa non ripagare nel lungo termine.
La volatilità è stata osservata su tutti gli asset, con l'argento in rialzo del 4,1% dopo il calo del 20% di giovedì. Anche Bitcoin ha mostrato un andamento simile, salendo di oltre il 3% dopo essere sceso a quasi 60.000 dollari, un livello che corrisponde a quasi il 50% in meno rispetto al picco di ottobre 2025.
L'elevata volatilità diffusa continua a deprimere il sentiment. Alla luce della volatilità osservata e del clima generale di pessimismo, permane il rischio di ulteriori ondate di vendite aggressive.
Per quanto riguarda il quadro tecnico dell'S&P 500, oggi l'obiettivo principale per gli acquirenti sarà superare la resistenza più vicina a 6.784$. Questo consentirebbe di sostenere la dinamica rialzista e aprirebbe la strada verso un nuovo livello di 6.801$. È altrettanto prioritario mantenere il controllo sopra 6.819$ per consolidare la pressione rialzista. Se il prezzo dovesse scendere a causa del calo della propensione al rischio, gli acquirenti dovranno intervenire a 6.769$: un'eventuale rottura spingerebbe rapidamente l'indice verso 6.756$ e aprirebbe la strada a ulteriori ribassi verso l'area di 6.743$.
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