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È ancora troppo presto per stappare lo champagne. Nonostante le notizie incoraggianti sul Medio Oriente riguardo ai negoziati, il conflitto armato prosegue. Missili iraniani hanno colpito Tel Aviv, l'Arabia Saudita sta valutando l'adesione alla coalizione USA‑Israele e Washington intende inviare nella regione circa 3.000 soldati dell'élite dell'82ª Divisione Aviotrasportata. Non è esclusa un'operazione terrestre, il che ha indotto l'S&P 500 a frenare dopo il balzo legato alle speranze di un accordo rapido.
Andamento degli indici azionari USA
Uno dei principali motori del rally a doppia cifra dell'indice ampio nel biennio 2023–2025 sono stati gli investitori retail. Essi acquistavano attivamente i ribassi, permettendo all'S&P 500 di salire. Il conflitto in Medio Oriente ha però mutato sensibilmente il loro comportamento.
Secondo Vanda Research, il 23 marzo la «folla» è stata per la prima volta, dal 2023, venditrice netta di azioni americane. Ricerche di JP Morgan mostrano che i flussi di investimento al dettaglio in azioni e fondi negoziati in borsa (ETF) si sono ridotti del 43% dall'inizio del conflitto in Medio Oriente. Citadel Securities li ha addirittura dichiarati morti.
Flussi di investimento al dettaglio in azioni e fondi
Tuttavia, nulla dura per sempre. Se i negoziati tra Stati Uniti e Iran saranno costruttivi, l'apertura dello Stretto di Hormuz farà scendere i prezzi del petrolio e riporterà gli investitori al dettaglio sul mercato. È già successo nel 2022: dopo l'avvio del conflitto in Ucraina la folla ha ridotto bruscamente la propria attività, per poi tornare a comprare i ribassi, sostenendo l'S&P 500.
La storia si ripete, quindi una de‑escalation della tensione mediorientale convertirebbe il vento contrario di oggi in un vento favorevole per l'indice azionario ampio.
Detto questo, gli investitori per ora preferiscono la prudenza. Nonostante il rally dell'S&P 500 all'inizio della settimana fino al 27 aprile, l'indice di volatilità VIX è rimasto invariato. Ciò significa che il mercato non è passato dalla paura all'avidità: chiede nuove prove della fine del conflitto in Iran. Sebbene gli Stati Uniti abbiano inviato una lista di 15 richieste, tra cui la cessazione dello sviluppo di armi nucleari, Teheran ha dichiarato che le condizioni per un dialogo sono molto rigorose.
L'S&P 500 beneficia del calo dei prezzi del petrolio. Più a lungo il Brent e il WTI rimarranno elevati, maggiori saranno i rischi di stagflazione negli USA. I segnali di questo rischio si manifestano nel rallentamento dell'attività economica USA fino ai minimi da aprile e nell'accelerazione dell'indice PMI, che ha raggiunto il massimo degli ultimi 10 mesi.
Dal punto di vista tecnico, sul grafico giornaliero dell'S&P 500 gli orsi hanno tentato di sfruttare una pin‑bar. Per mantenere le posizioni short già aperte è necessario che l'indice resti al di sotto del pivot a 6.555. Al contrario, un rialzo sopra tale livello e l'aggiornamento del picco locale a 6.595 consentirebbero di prendere in considerazione acquisti.
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