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Se un asset non va dove ci si aspetta, c'è una buona probabilità che si muova nella direzione opposta. La divergenza nella crescita economica e il mutamento delle aspettative degli investitori sul destino dei tassi della Fed e della BCE avrebbero dovuto affossare EUR/USD. Tuttavia, la principale coppia valutaria si è aggrappata al livello 1,16 e si è rifiutata ostinatamente di scendere. Infine, grazie alle dichiarazioni della Casa Bianca su una ipotesi di pace in Medio Oriente, è avvenuto un gap rialzista sull'euro, che potrebbe segnare l'avvio di un ampio rally.
Il dollaro si è trattenuto a causa del miglioramento della propensione al rischio a livello globale, nonostante il protrarsi della tensione tra Stati Uniti e Iran. Tra le ragioni principali si citano la solida stagione degli utili delle società americane e le speranze di una de‑escalation del conflitto in Medio Oriente. Sebbene le precedenti dichiarazioni di Donald Trump sulla vicinanza di un accordo tra Washington e Teheran si siano rivelate false, non c'è fumo senza fuoco.
Movimento nelle posizioni di hedge fund e asset manager sul dollaro USA
Quando il presidente USA ha iniziato a parlare di una fase conclusiva dell'accordo con l'Iran e il segretario di Stato Marco Rubio ha espresso fiducia nella sua concretizzazione, il sentiment degli investitori è cambiato drasticamente. Questa volta, le voci di un accordo provenivano non solo dalla Casa Bianca ma anche da Teheran e dai mediatori. Di conseguenza, gli hedge fund e gli asset manager che avevano comprato dollari ora si preparano a venderli.
La ragione principale potrebbe essere il cambiamento delle attese del mercato a termine sul futuro livello dei federal funds rate. Attualmente, i derivati offrono una probabilità del 55% di un aumento dei tassi nel 2026. Tuttavia, se la Casa Bianca ha ragione e l'ondata inflazionistica si rivelerà di natura temporanea, la Fed non avrebbe bisogno di irrigidire ulteriormente la politica monetaria. Al contrario, arriverà il momento in cui sarà necessario allentarla. Anche BlackRock è d'accordo: uno dei maggiori asset manager mondiali afferma che, se si dovesse scegliere tra restrizione ed espansione, opterebbe per tassi più bassi.
L'insediamento di Kevin Warsh come presidente della Fed potrebbe rappresentare un argomento convincente. Donald Trump confida molto che Warsh possa convincere il FOMC della necessità di allentare la politica monetaria. Non a caso l'insediamento è avvenuto alla Casa Bianca, un fatto senza precedenti dai tempi di Alan Greenspan.
Trump ha parlato di indipendenza della Fed, ma ha anche insistito sul carattere temporaneo del rallentamento dell'inflazione. È proprio questo processo che potrebbe giustificare in futuro un taglio del tasso sui fondi federali. Prima però la banca centrale deve vedere prove chiare di un rallentamento dei prezzi al consumo.
Dal punto di vista tecnico, sul grafico giornaliero EUR/USD è in corso un ritorno nell'area di valore equo 1,163–1,1785. Se i tori riusciranno a mantenere il supporto a 1,163, crescerà il rischio di un ulteriore rally. In tal caso, è meglio puntare all'apertura di posizioni long sull'euro contro il dollaro USA.
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