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15.06.202611:10 Forex Analysis & Reviews: USA e Iran hanno raggiunto un accordo. La guerra di quattro mesi volge al termine

Rilevanza fino a 03:00 2026-06-16 UTC--4
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L'euro, la sterlina e altri asset rischiosi sono saliti, mentre i prezzi del petrolio sono scesi dopo la notizia dell'accordo raggiunto tra Stati Uniti e Iran.

La guerra, durata quattro mesi e che ha scosso i mercati energetici globali, sembra volgere al termine: le due parti hanno raggiunto un accordo provvisorio per la riapertura dello Stretto di Hormuz. La cerimonia ufficiale di firma è prevista per il 19 giugno in Svizzera.

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L'accordo è stato annunciato per la prima volta dal Primo Ministro pakistano Sharif, principale mediatore nei negoziati. Poi sono intervenuti Trump e i media statali iraniani. Ogni parte ha immediatamente presentato l'intesa a modo suo. Trump ha parlato di un accordo grandioso che porterà pace e sicurezza all'intera regione. La televisione di stato iraniana ha invece dichiarato che l'Iran ha costretto il nemico americano‑israeliano a cessare la guerra su tutti i fronti. La differenza di tono è eloquente e preannuncia la complessità dei negoziati che dureranno 60 giorni.

Va però sottolineato che le principali divergenze non sono scomparse, ma sono solo state rinviate. L'Iran ha annunciato che chiederà la revoca di tutte le sanzioni e risoluzioni primarie e secondarie, il che richiederebbe l'approvazione del Congresso degli Stati Uniti e provocherebbe inevitabilmente la resistenza dei falchi iraniani al Campidoglio. L'Iran insiste inoltre sull'accesso agli asset esteri congelati. Il controllo dello Stretto di Hormuz rimane oggetto di contesa: Teheran ha dichiarato che la navigazione sarà regolata congiuntamente da Iran e Oman, implicando il mantenimento della sua influenza sulla via navigabile. Trump stesso ha avvertito in un'intervista che, se non si raggiungerà un accordo nucleare, le ostilità potrebbero riprendere. Non si tratta dunque di una pace, ma di una tregua con un'agenda per i prossimi due mesi.

Un'ulteriore complicazione resta Israele. Il governo di Netanyahu ha messo a rischio l'intesa all'ultimo momento con nuovi attacchi contro il Libano. Alcuni Paesi europei — Regno Unito, Francia, Germania, Italia — hanno dichiarato domenica di essere pronti a rimuovere le sanzioni corrispondenti in caso di firma dell'accordo finale. È un segnale importante: l'Europa è disposta a sfruttare l'occasione per normalizzare i rapporti con l'Iran.

Non è un mistero che la riapertura dello Stretto rappresenterebbe un chiaro fattore positivo a breve termine per l'economia europea. Circa 600 navi sono rimaste bloccate nel Golfo Persico e attendono di uscire, altre centinaia si trovano dall'altra parte. Secondo gli esperti, la ripresa delle forniture, combinata con il calo della domanda cinese, potrebbe portare il petrolio sotto i 70 dollari nei prossimi mesi.

Per la Fed questo significherebbe una rapida diminuzione della pressione inflazionistica e un contesto più favorevole per una pausa nell'inasprimento della politica monetaria. Tuttavia, è bene ricordare che l'accordo non è ancora stato firmato e i dettagli non sono stati pubblicati, ma il mercato sta già speculando su uno scenario post-iraniano.

Per quanto riguarda il quadro tecnico attuale dell'EUR/USD, gli acquirenti dovrebbero ora valutare come riconquistare il livello 1,1625; solo così sarà possibile puntare al test 1,1645. Da lì è possibile raggiungere 1,1665, ma farlo senza il supporto dei grandi operatori sarà piuttosto difficile. In caso di discesa, mi aspetto iniziative importanti dei grandi acquirenti solo intorno a 1,1595. Se nessuno si presenta a quel livello, sarebbe una buona idea attendere un nuovo minimo a 1,1566 o aprire posizioni long da 1,1535.

Per quanto riguarda il quadro tecnico attuale della coppia GBP/USD, gli acquirenti devono conquistare la resistenza immediata a 1,3450 per poter puntare a 1,3480; oltre tale soglia la rottura sarà difficile. Obiettivo più lontano: 1,3510. Se la coppia scende, i ribassisti cercheranno di riprendere il controllo di 1,3420. Se ciò dovesse accadere, una rottura di questo intervallo infliggerebbe un duro colpo alle posizioni long e spingerebbe GBP/USD verso il minimo di 1,3385, con la possibilità di raggiungere 1,3360.

Eseguito da Jakub Novak
Esperto analista di InstaForex
© 2007-2026

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