Condizioni di trading
Strumenti
I dati pubblicati la settimana scorsa sull'economia statunitense appaiono nel complesso abbastanza ottimistici. Gli ordini di beni durevoli a maggio hanno superato le previsioni, mentre l'aumento di redditi e spesa conferma un'elevata attività dei consumatori. Il PCE di maggio è rimasto in linea con le attese, attenuando i timori di un'accelerazione inflazionistica.
Anche gli indici PMI statunitensi hanno battuto le attese. Il PMI manifatturiero ha raggiunto il livello più alto dal 2022, passando da 55,1 a 55,7.
I PMI europei hanno anch'essi sorpreso al rialzo: il PMI composito è salito da 48,5 a 49,5 grazie al recupero del comparto servizi, ma va ricordato che il valore resta sotto la soglia di 50, quindi non si tratta di un miglioramento strutturale ma di un rallentamento del calo.
L'Europa sta vivendo un'ondata di calore anomala; il rischio di restrizioni nelle forniture energetiche non è diminuito e la crisi si avvicina. Le misure che l'UE sta elaborando per limitare gli scambi commerciali con la Cina provocheranno inevitabilmente una reazione contraria da parte di quest'ultima, e l'Europa non ha alcuna possibilità di uscire vincitrice da questo stallo. Il rischio di crisi economica nell'eurozona è più vicino di quanto sembri.
La situazione nel Golfo Persico resta tesa. Gli USA hanno dichiarato che non sbloccheranno fondi iraniani senza progressi sulla questione nucleare, ma al momento i colloqui non affrontano il dossier nucleare. L'Iran, a sua volta, ha lanciato un avvertimento contro qualsiasi interferenza di terzi nella situazione intorno allo Stretto di Hormuz. Di conseguenza alcune navi GNL dagli EAU hanno invertito rotta e non transitano più per il corridoio omanita nello Stretto; in generale il traffico attraverso lo Stretto è tornato ai livelli di piena crisi.
Le prospettive di politica monetaria della Fed continuano a influenzare in modo decisivo il dollaro. Il nuovo presidente della Fed, Kevin Warsh, ha sottolineato nell'ultimo FOMC che l'obiettivo d'inflazione non è stato raggiunto per oltre cinque anni e ha lasciato intendere la possibilità di un inasprimento entro fine anno. I mercati attribuiscono oltre il 50% di probabilità a un rialzo già a settembre.
Il posizionamento speculativo sull'euro si è rapidamente deteriorato nella settimana di riferimento e il prezzo di regolamento ha nuovamente invertito la rotta al ribasso.
La scorsa settimana avevamo indicato un'elevata probabilità di ulteriori ribassi di EUR/USD e l'assenza di motivi per acquisti, pur lasciando aperta la possibilità di un'inversione di più lungo periodo. La settimana di reporting ha reso la situazione per l'euro ancora più negativa e ha ridotto la probabilità di un'inversione di tendenza. Con la rottura del livello 1,1409 la struttura tecnica è diventata più ribassista. Considerando il peggioramento dei fondamentali per l'euro, lo scenario più probabile è un nuovo test del livello 1,1353 con tentativo di consolidamento al di sotto: ciò aprirebbe la strada a un ulteriore calo verso 1,1128.
Le recensioni analitiche di InstaForex ti renderanno pienamente consapevole delle tendenze del mercato! Essendo un cliente InstaForex, ti viene fornito un gran numero di servizi gratuiti per il trading efficiente.