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Ieri l'oro ha continuato a rimbalzare per il secondo giorno consecutivo, salendo fino a circa 4.110$ l'oncia. La ragione della svolta è di natura monetaria. I commenti di Kevin Warsh a Sintra, meno «falchi» di quanto temeva il mercato, hanno attenuato le attese di rialzi dei tassi per quest'anno, dando al metallo prezioso, che non genera interessi, un po' di respiro.
Il punto chiave per l'oro è stato che Warsh, nonostante la sua reputazione di «falco», non ha fornito al mercato motivo per scontare un aumento già a luglio. Ha ribadito la determinazione a riportare l'inflazione al 2% e a garantire la stabilità dei prezzi, ma le sue parole sul calo delle aspettative inflazionistiche e dei rischi sui prezzi nelle ultime settimane sono state interpretate come un segnale di non urgenza nell'inasprimento della politica. Per l'oro questo è cruciale: il metallo si muove da decenni in controfase rispetto alle attese sui tassi, perciò ogni allentamento della pressione restrittiva ne aumenta immediatamente l'attrattiva.
Tuttavia il rimbalzo appare fragile e il mercato resta prudente. È evidente che gli operatori non sono ancora in grado di decodificare con chiarezza la posizione di Warsh e reagiscono a ogni nuova dichiarazione. È proprio questa incertezza che impedisce all'oro di avviare un rialzo convincente.
Il quadro complessivo dell'economia americana resta ambiguo e alimenta l'atteggiamento attendista. L'attività manifatturiera a giugno ha segnato il sesto mese consecutivo di espansione, seppure a ritmi più contenuti; l'occupazione nel settore privato è rimasta solida, con il miglior trimestre di assunzioni di oltre un anno. Questi dati confermano la resilienza dell'economia, elemento che in altre circostanze avrebbe pesato contro l'oro; ma al momento prevale un'interpretazione prudente delle parole di Warsh. L'argento è salito dell'1% a 59,74$, mentre platino e palladio sono anch'essi in rialzo.
Ora tutta l'attenzione del mercato è rivolta al rapporto sull'occupazione USA in uscita giovedì, che sarà decisivo per la traiettoria dell'oro. La logica è semplice e simmetrica: se i dati confermeranno la solidità del mercato del lavoro, si rafforzeranno le attese di un rialzo a settembre, il dollaro ne trarrà supporto e l'oro rischia di perdere il rimbalzo e tornare verso i 4.000$. Se invece il mercato del lavoro deluderà, le ragioni per una pausa si rafforzeranno e il metallo prezioso potrebbe continuare a salire.
Dal punto di vista tecnico, gli acquirenti devono conquistare la resistenza immediata a 4.062$ per puntare al livello successivo a 4.124$, oltre il quale la rottura sarà piuttosto difficile. L'obiettivo più ambizioso è l'area a 4.186$. In caso di ribasso, i venditori cercheranno di riprendersi il controllo di 4.008$: la rottura di questa fascia danneggerebbe seriamente le posizioni long e potrebbe spingere l'oro verso il minimo a 3.954$, e poi fino a 3.906$.
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