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Gli indici azionari hanno chiuso la giornata di venerdì con andamento contrastato. L'S&P 500 è salito dello 0,05%, mentre il Nasdaq 100 ha perso lo 0,64%. Il Dow Jones Industrial Average è aumentato dello 0,46%.
Già oggi il Brent è crollato momentaneamente del 7,4% sotto i 90$ al barile, per poi recuperare circa metà delle perdite, e gli indici azionari sono risaliti. Tutto ciò è avvenuto dopo che gli USA hanno sospeso quasi due settimane di raid contro l'Iran. I rendimenti dei titoli di Stato decennali di riferimento sono scesi di cinque punti base al 4,63%, mentre anche i titoli di Stato europei e asiatici sono aumentati. L'oro ha guadagnato circa l'1%, avvicinandosi a 4.100$ l'oncia. L'indice MSCI Asia Pacific è salito dello 0,5% e i futures sul Nasdaq 100 hanno guadagnato l'1,2%.
Dopo 13 giorni consecutivi di attacchi contro l'Iran, gli Stati Uniti sembrano aver sospeso le operazioni dalla tarda serata di venerdì, senza fornire spiegazioni ufficiali, il che solleva interrogativi sulla prossima mossa del presidente Trump. L'esercito iraniano ha dichiarato domenica che anche Teheran ha interrotto le risposte militari. Si tratta della prima pausa sincronizzata da entrambe le parti da molto tempo, non di una semplice tregua unilaterale.
È evidente che la pausa nello scontro ha fatto arretrare il petrolio, ma l'effetto positivo sul mercato azionario potrebbe essere limitato. In vista della riunione della Fed cresce la prudenza: i mercati saranno meno inclini a scontare una de‑escalation duratura finché non arriveranno prove concrete. Per questa settimana la pausa geopolitica detta il tono, e come già sottolineato il vero evento chiave resterà la decisione sui tassi della Fed di mercoledì. Le preoccupazioni inflazionistiche, riaccese dal rialzo del petrolio a luglio, hanno spostato in secondo piano il rapporto CPI di giugno negli USA — più debole delle attese — che sembrava invece fornire alla Fed margine per non muovere i tassi.
Oltre alla politica monetaria, gli investitori seguiranno con attenzione i resoconti delle grandi aziende tecnologiche, in un contesto di crescente scetticismo sulla redditività degli ingenti investimenti in intelligenza artificiale. Microsoft e Meta pubblicheranno i risultati mercoledì, seguite da Apple e Amazon giovedì; in Asia questa settimana saranno comunicati i risultati di Samsung e SK Hynix.
In Asia, l'evento aziendale principale della giornata è stato il debutto in borsa del produttore cinese di memorie CXMT: le azioni sono schizzate al rialzo del 535% alla Borsa di Shanghai dopo un'IPO da 9,8 miliardi di dollari. Al prezzo di apertura, la società è stata valutata circa 3.300 miliardi di yuan, ovvero circa 487 miliardi di dollari, diventando così la più grande società quotata in una borsa valori della Cina continentale.
Per quanto riguarda il quadro tecnico dell'S&P 500, oggi l'obiettivo principale per gli acquirenti sarà superare la resistenza più vicina a 7.495$. Questo consentirebbe di sostenere la dinamica rialzista e aprirebbe la strada verso un nuovo livello di 7.518$. È altrettanto prioritario mantenere il controllo sopra 7.544$ per consolidare la pressione rialzista. Se il prezzo dovesse scendere a causa del calo della propensione al rischio, gli acquirenti dovranno intervenire a 7.474$: un'eventuale rottura spingerebbe rapidamente l'indice verso 7.451$ e aprirebbe la strada a ulteriori ribassi verso l'area di 7.427$.
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