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L'oro è salito dell'1,3% a 4.103,43$ l'oncia, guadagnando brevemente l'1,6% e superando la soglia dei 4.100$, dopo un rialzo di quasi l'1% nella settimana precedente. Anche l'argento è balzato del 2,7% a 59,75$, mentre platino e palladio hanno anch'essi registrato rialzi.
Motivo del rialzo: la pausa nei combattimenti tra Stati Uniti e Iran nel weekend, che ha ridotto i rischi per le forniture di petrolio e le preoccupazioni inflazionistiche. Gli Stati Uniti hanno sospeso la serie di attacchi contro l'Iran, iniziata quasi due settimane prima, senza fornire spiegazioni o dichiarazioni ufficiali, mentre l'Iran ha segnalato che si asterrà da attacchi di rappresaglia e ha avviato colloqui con l'Oman sulla questione cruciale della navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz. In questo contesto, i prezzi del petrolio sono crollati all'inizio della settimana: il Brent è sceso di oltre il 7% sotto i 90$ al barile nei primi minuti, prima di recuperare parte delle perdite.
L'attenuazione dei rischi inflazionistici attraverso il canale petrolifero è stata la principale forza trainante per l'oro. Nelle ultime settimane la ripresa delle ostilità in Medio Oriente, dopo la tregua temporanea, aveva inasprito la pressione inflazionistica e aumentato la probabilità di nuovi rialzi dei tassi da parte della Fed, creando un vento contrario per un metallo che non rende interessi. Gli osservatori della Fed ritengono che la decisione sui tassi di questa settimana sarà controversa, perché il recente rialzo dei prezzi energetici contrasta con il dato CPI di giugno, più debole delle attese.
È evidente che la pausa nei combattimenti è positiva per l'oro, ma il mercato richiederà un accordo sostanziale tra USA e Iran prima di prezzare un trend rialzista al di fuori del range 4.000–4.200$. I rendimenti e le aspettative d'inflazione rimarranno elevati finché il conflitto persisterà, ed è proprio questo il principale freno alla forza del metallo al momento.
Da fine giugno l'oro è oscillato prevalentemente intorno ai 4.000$ l'oncia, con acquisti sui cali che ne hanno mantenuto il prezzo sopra questa soglia psicologica ritenuta da molti trader un supporto chiave.
Dal punto di vista tecnico, gli acquirenti devono conquistare la resistenza immediata a 4.124$ per puntare al livello successivo a 4.186$, oltre il quale la rottura sarà piuttosto difficile. L'obiettivo più ambizioso è l'area a 4.249$. In caso di ribasso, i venditori cercheranno di riprendersi il controllo di 4.062$: la rottura di questa fascia danneggerebbe seriamente le posizioni long e potrebbe spingere l'oro verso il minimo a 4.008$, e poi fino a 3.954$.
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