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Oggi l'oro è salito dell'1% a 4.563,99$ l'oncia, dirigendosi verso la terza settimana di rialzi consecutivi e chiudendo la settimana circa il 4% in più. L'argento ha guadagnato l'1,3% a 68,98$, mentre platino e palladio hanno anch'essi registrato rialzi.
Il catalizzatore del rally è stata la decisione inattesa del Tesoro USA di aumentare i riacquisti di debito pubblico a lungo termine, annunciata mercoledì, che ha messo in evidenza le preoccupazioni sul crescente onere del debito. Questa immissione di liquidità ha fatto calare i rendimenti e indebolito il dollaro, spingendo l'oro al rialzo. Giovedì il segretario al Tesoro Scott Bessent ha detto che i riacquisti potrebbero essere estesi a tranche più costose e ha annunciato che l'amministrazione presenterà a breve un'iniziativa fiscale per contrastare l'elevato costo del finanziamento.
È significativo che i rendimenti abbiano in gran parte recuperato il calo causato dai riacquisti entro la fine della settimana, ma questo movimento riflette a sua volta le preoccupazioni per il rapido aumento del debito pubblico. Questo tema ha alimentato il rally pluriennale dell'oro, con gli investitori alla ricerca di beni rifugio alternativi, e ora sta tornando alla ribalta.
È interessante notare che l'oro ha mantenuto la sua posizione anche se i rendimenti dei titoli del Tesoro a lungo termine rimangono piuttosto elevati. Ciò suggerisce che il rally sia sempre più guidato dalla debolezza del dollaro e dalla fiducia nelle politiche fiscali e monetarie statunitensi, piuttosto che da una semplice narrazione di rendimenti in calo.
Se l'oro chiuderà definitivamente sopra la media mobile semplice a 200 giorni, attorno a 4.514$, ciò costituirebbe un segnale tecnico importante dopo i tentativi falliti precedenti di riprendere il momentum.
Detto questo, il guadagno di circa l'11% dall'inizio del mese potrebbe trovare un freno nel nuovo aumento dei prezzi energetici, che mantiene sul tavolo i rischi inflazionistici e la probabilità di stretta da parte della Fed. Anche il petrolio prosegue verso un forte rialzo settimanale, alimentato dalla minaccia del presidente Trump di colpire duramente l'economia iraniana, fattore che rende più incerta la prospettiva di una rapida normalizzazione dello Stretto di Hormuz.
Dal punto di vista tecnico, gli acquirenti devono conquistare la resistenza immediata a 4.607$ per puntare al livello successivo a 4.656$, oltre il quale la rottura sarà piuttosto difficile. L'obiettivo più ambizioso è l'area a 4.708$. In caso di ribasso, i venditori cercheranno di riprendersi il controllo di 4.546$: la rottura di questa fascia danneggerebbe seriamente le posizioni long e potrebbe spingere l'oro verso il minimo a 4.481$, e poi fino a 4.432$.
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