empty
 
 
Stai per lasciare
www.instaforex.eu >
il sito gestito da
INSTANT TRADING EU LTD
Apri un conto

11.09.202609:36 Forex Analysis & Reviews: Lo shock energetico non è più un evento isolato, e il dollaro ha riacquistato attrattiva

Rilevanza fino a 06:00 2026-09-12 UTC+00
Queste informazioni sono fornite ai clienti al dettaglio e professionisti come parte della comunicazione di marketing. Non contiene e non deve essere interpretata come contenente consigli di investimento o raccomandazioni di investimento o un'offerta o una sollecitazione a impegnarsi in qualsiasi transazione o strategia in strumenti finanziari. Le performance passate non sono una garanzia o una previsione delle performance future. Instant Trading EU Ltd. non rilascia alcuna dichiarazione e non si assume alcuna responsabilità in merito all'accuratezza o completezza delle informazioni fornite, o qualsiasi perdita derivante da qualsiasi investimento basato su analisi, previsioni o altre informazioni fornite da un dipendente della Società o altri. Il disclaimer completo è disponibile qui.

Ieri euro e sterlina hanno reagito abbastanza attivamente ai dati, e se per l'euro la logica del movimento era trasparente, per la sterlina il riferimento è stato più la dinamica generale degli asset rischiosi e il comportamento del dollaro. Il forte calo della prima metà della giornata è stato quasi tutto recuperato, ma verso sera la pressione è tornata, e il mercato si è avvicinato ai dati sull'inflazione di oggi in uno stato di equilibrio precario. Il focus della settimana si è definitivamente spostato: ora contano i numeri sui prezzi.

Exchange Rates 11.09.2026 analysis

Il colpo principale è arrivato dai dati sui prezzi alla produzione USA. L'indice è cresciuto dello 0,4% ad agosto dopo lo 0,1% di luglio; la dinamica annua è salita al 5,4% e quella core al 4,7%, superando sia le previsioni generali del 5,3% sia l'aumento dei prezzi core atteso del 4,6%. Questo ha rafforzato le aspettative per una politica Fed più aggressiva e ha ridotto le speranze di coloro che speravano in un approccio più conciliante, dato l'attuale tasso di crescita dei prezzi. La riunione del regolatore è fissata per il 15–16 settembre, e il mercato ora prezza una probabilità di rialzo del 65%, a vantaggio del dollaro e a discapito degli asset rischiosi su tutta la linea.

Analizzando il report più in dettaglio, il quadro è meno minaccioso di quanto suggerisca il titolo. Il contributo principale è venuto da una sola voce, il diesel, il cui prezzo è salito del 24% in un mese, rappresentando oltre un terzo dell'aumento nei prezzi dell'energia, che nel complesso sono cresciuti del 4,2%. È interessante notare che le stazioni di servizio non sono riuscite a scaricare totalmente questo rincaro sul consumatore: i margini dei rivenditori di carburante e lubrificanti sono calati dell'11,3%, cioè i venditori hanno assorbito parte dell'aumento. Il beneficiario in questo caso è il consumatore finale, che non ha ancora visto l'aumento dei prezzi, mentre il perdente è il settore della vendita al dettaglio del mercato dei carburanti, che di fatto opera in perdita.

Tuttavia questa situazione non può perdurare: prima o poi i costi verranno trasferiti sui consumatori. Sono proprio questi gli effetti secondari che la Fed teme di più, in quanto trasformano uno shock energetico una tantum in un'inflazione sostenuta. Per questo non assegnerei il report di ieri alla voce "episodio isolato": il meccanismo del trasferimento dei costi è stato attivato e l'impatto sui prezzi al consumo emergerà nei prossimi mesi.

La decisione della BCE ha contribuito a invertire gran parte del calo dell'euro. Il regolatore ha aumentato nuovamente i tassi dall'inizio del conflitto in Iran, portando il tasso sui depositi al 2,5%, lasciando intendere che la stretta non è finita e che un ulteriore passo è possibile già il mese prossimo. La ragione è semplice: nell'area euro l'inflazione è rimasta sopra il 3% e non tende a scendere da sola. Christine Lagarde ha indicato esplicitamente la pressione al rialzo proveniente dall'energia, che si ripercuoterà gradualmente sull'inflazione di base e sui prezzi dei prodotti alimentari, e ha sottolineato la sua preoccupazione per gli effetti secondari. A trarne vantaggio sono i possessori di euro, che si aspettano un ampliamento del differenziale dei tassi; a perdere sono invece i debitori e l'industria del blocco, i cui dati di luglio provenienti da Germania e Francia hanno già evidenziato il costo di ogni successivo aumento.

Per la sterlina la giornata di oggi appare la più rischiosa della settimana. È atteso il PIL mensile del Regno Unito con previsione di +0,3% e la stima trimestrale a +0,4%, mentre si prevede un rallentamento della produzione industriale. La sterlina non dispone di driver propri, la Banca d'Inghilterra non segnala alcun inasprimento della politica monetaria e la questione del bilancio, con il probabile aumento delle tasse, incombe sulla valuta dall'inizio della settimana. Pertanto qualsiasi delusione nei dati sul PIL sarà per il mercato un motivo diretto per vendere, e la reazione sarà probabilmente più forte rispetto a uno scostamento analogo nella statistica eurozona. D'altro canto, dati forti darebbero alla sterlina una chance di recuperare parte delle perdite, ma anche in quel caso il movimento sarebbe limitato, perché il dollaro beneficia di fattori distinti.

Ma l'evento principale della giornata è l'indice dei prezzi al consumo statunitense di agosto. Il consensus prevede un aumento dello 0,4% su base mensile dopo lo 0,1% di luglio, mentre a giugno si era registrata una contrazione dello 0,4%, dovuta in gran parte proprio all'energia. Il dato annuale dovrebbe attestarsi intorno al 3,4%, la componente core è attesa a +0,2% mese su mese (come a luglio) e al 2,4% su base annua. Se il rilascio, come il report di ieri sui prezzi alla produzione, risulterà superiore alle attese, il dollaro continuerà ad apprezzarsi contro euro e sterlina, la probabilità di un rialzo Fed a settembre salirà nettamente oltre l'attuale 65% e gli asset rischiosi chiuderanno la settimana sotto forte pressione. Una conferma delle attese o un rallentamento, invece, darebbero respiro a euro e sterlina e riaprirebbero la disputa interna al Comitato prima della riunione. L'indice della Michigan University sulla fiducia dei consumatori e le aspettative d'inflazione uscirà più tardi e resterà un elemento secondario, sebbene una deviazione estrema della componente inflazione venga comunque valutata dal mercato.

Exchange Rates 11.09.2026 analysis

Per EUR/USD, per vendere in caso di recupero oggi vale il livello 1,1617 in caso di falsa rottura, oppure 1,1631 in caso di mancato consolidamento. Le posizioni short sul rimbalzo da 1,1653 sono valide solo in caso di marcato rallentamento della pressione sui prezzi negli USA; in tutti i casi il target è di 15–20 punti. Il supporto più vicino per gli acquisti è a 1,1600, dove una falsa rottura innescherebbe posizioni long. Se la rottura a questo livello fallisse, la rottura del range trascinerebbe l'euro verso 1,1584 e, con l'inflazione elevata negli Stati Uniti e l'aumento dei prezzi base, la coppia potrebbe raggiungere 1,1568, dove cercherei posizioni long sul rimbalzo con movimento di 15–20 punti. Le posizioni long da 1,1584, così come da 1,1600, sono giustificate solo in caso di falsa rottura.

Exchange Rates 11.09.2026 analysis

Per GBP/USD la situazione è simile, ma l'esito dipende totalmente dai dati sul PIL. Se i valori dovessero salire a 1,3531, una falsa rottura fornirebbe motivi per vendere in previsione di un ritorno a 1,3495. La rottura e il consolidamento al di sotto di questo livello, in presenza di dati deboli, aumenterebbero la pressione e spingerebbero la coppia verso 1,3474, con un obiettivo a lungo termine di 1,3457, dove prenderei in considerazione un acquisto in caso di rimbalzo con un movimento di 15-20 pip. Considero posizioni long da 1,3474, così come da 1,3495, solo in caso di falsa rottura. Se gli orsi non reagiscono sulla spinta verso 1,3531, è più prudente aspettare il livello di resistenza maggiore a 1,3565, dove verrebbero attivate anche le posizioni short qualora il prezzo non riuscisse a consolidarsi. Per il rimbalzo valuterò vendite da 1,3596 con lo stesso target di 15–20 punti.

A mio avviso, il vantaggio resta a favore del dollaro fino a fine settimana. Il report PPI di ieri ha già modificato le aspettative per la riunione Fed di settembre, e il meccanismo di trasferimento dei costi energetici ai prezzi al consumo è appena iniziato; perciò ritengo aumentato il rischio di un CPI superiore alle attese. L'euro è però protetto dal proprio ciclo di inasprimento e può tenere il range anche contro dati americani solidi; la sterlina, invece, resta l'anello più debole e, senza un sorprendente dato sul PIL, rischia di chiudere la settimana in calo.

Eseguito da Miroslaw Bawulski
Esperto analista di InstaForex
© 2007-2026

Apri un conto di trading

Le recensioni analitiche di InstaForex ti renderanno pienamente consapevole delle tendenze del mercato! Essendo un cliente InstaForex, ti viene fornito un gran numero di servizi gratuiti per il trading efficiente.




Stai per lasciare www.instaforex.eu, il sito Web gestito da INSTANT TRADING EU LTD
In questo momento non potete parlare al telefono?
Ponete la vostra domanda nella chat.
Widget callback

Turn "Do Not Track" off