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Il mercato è tornato al punto di partenza. La settimana è iniziata con le minacce tariffarie di Donald Trump all'Europa per la Groenlandia e si è conclusa con la de‑escalation del conflitto. Di conseguenza, l'S&P 500 ha vissuto montagne russe, chiudendo per la seconda settimana consecutiva con una perdita marginale, in attesa dei rendiconti dei giganti tecnologici.
Andamento settimanale dell'S&P 500
Per 14 sessioni consecutive l'indice delle small cap Russell 2000 ha sovraperformato l'S&P 500, ma alla fine della settimana, il 24 gennaio, la serie positiva si è interrotta. Nemmeno i solidi dati sulla fiducia dei consumatori dell'Università del Michigan hanno aiutato. L'indicatore è salito al massimo degli ultimi cinque mesi, a ulteriore dimostrazione della solidità dell'economia statunitense.
Gli investitori hanno comprato titoli sensibili allo stato dell'economia, ma alla vigilia della pubblicazione dei rendiconti dei colossi tecnologici hanno preferito sospendere la rotazione. I ritardatari si allineano, i leader si prendono una pausa: così si possono descrivere i movimenti di fine gennaio.
Andamento dei titoli dei Magnifici Sette
A lungo i Magnifici Sette hanno trainato l'S&P 500, ma negli ultimi mesi la situazione è cambiata: alcuni loro componenti hanno sottoperformato l'indice ampio. Tuttavia, i giganti tecnologici continuano a generare profitti impressionanti. Nella speranza di risultati positivi, gli investitori guardano a questo gruppo e comprano le voci. A dare impulso sono notizie favorevoli per NVIDIA, come il via libera di Pechino alle aziende cinesi, tra cui Alibaba, per predisporre documenti per l'acquisto di chip americani.
Se la rotazione interna all'America è stata messa in pausa, quella esterna è appena all'inizio. Secondo Bank of America, citando EPFR Global, gli investitori hanno ritirato 17 miliardi di dollari dagli ETF focalizzati sul mercato azionario statunitense. Al contrario, gli ETF orientati su Europa e Giappone hanno avuto successo. Ma ancor più rilevanti sono stati gli ETF sui mercati emergenti: da inizio gennaio hanno raccolto 134 miliardi di dollari, avviandosi verso il miglior mese dal lancio nel 2012.
Si tratta di una performance piuttosto inaspettata, considerando la dichiarazione del Segretario al Commercio statunitense Howard Lutnick, secondo cui Donald Trump considera la globalizzazione una politica fallita, che avrebbe lasciato l'America indietro rispetto al resto del mondo.
L'incertezza sulla politica della Casa Bianca potrebbe scatenare uno «sciopero» degli acquirenti esteri di azioni americane. Gli investitori europei detengono oltre 10.000 miliardi di dollari in azioni statunitensi e una svendita potrebbe innescare un significativo calo dell'indice ampio.
Tecnicamente, due doji bar si sono formate vicino al fair value sul grafico giornaliero dell'S&P 500. Questa circostanza ci consente di impostare due ordini pendenti: di acquisto da 6.935 e di vendita da 6.895.
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